Giovanni Mundula, Il mio cuore eroico, 1976
Da subito complicità, da subito amicizia.
Non provo nostalgia ma lucida memoria di quegli anni già senza ingenuità, tempi di improbabili progetti.
È stato tutto molto rapido, come del resto ne eravamo ben consapevoli; "l'azione" doveva essere veloce, quasi colta nell'attimo di una istantanea, che recide il tempo nel suo complesso spaziale, e Claudio è stato veloce e breve, partecipe mai spettatore al centro dell'opera, condivisa e conclusa reciprocamente.
Via San Petronio Vecchio n.13, la Ford verde acido, Via Borgonuovo n.10/A, incontri quasi sempre notturni senza avviso, luoghi dove era possibile l'eccesso di un tempo trascinante; non restava nient'altro che il gesto, la soglia corporale come limite stesso da solcare, con Claudio ho sperimentato la parte estrema del concettualismo, il punto terminale, breve e veloce come la "tua stagione".
Giovanni Mundula